Il monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale del comune di Turri (1948 – 1949)

Autori

  • Martino CONTU

DOI:

https://doi.org/10.19248/ammentu.413

Abstract

Turri è un piccolo borgo della Sardegna meridionale, sito nella pianura del Campidano, in un’area storico-geografica adibita sin dall’epoca Romana alla coltivazione dei cereali, denominata Marmilla. Comune autonomo sino al 1928, in quello stesso anno fu accorpato, insieme al piccolo centro di Setzu, al comune di Tuili. Riconquistata l’autonomia nel 1946, tra i primi provvedimenti assunti dell’Amministrazione civica vi è quello relativo alla sistemazione della piazza Martiri dove fu eretto il monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale. La storia della realizzazione di questo monumento viene ricostruito attraverso le
fonti comunali, ovvero attraverso le carte della categoria X (“Lavori Pubblici”) custodite presso l’Archivio storico del piccolo comune. In particolare, dall’analisi del “Rendiconto Generale delle offerte e delle prestazioni eseguite per la costruzione del monumento ai caduti di Turri”, emerge l’impegno e la collaborazione fattiva di un’intera comunità, tutta impegnata, con offerte in denaro e in fave, ma anche con prestazioni di lavoro a titolo gratuito, nello sforzo collettivo di erigere il monumento, ancora oggi presente e visitabile nel quartiere di Funtana Noba, a perenne memoria del sacrificio dei combattenti di Turri.

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Pubblicato

2021-12-31

Fascicolo

Sezione

FOCUS - Dall’araldica all’evo contemporaneo: elementi identitari della società attraverso i documenti storici

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