«Un italiano sbagliato»: Pier Antonio Quarantotti Gambini (1910-1965) e le sue opere di saggistica tra cronaca, storia e modernità
DOI:
https://doi.org/10.19248/ammentu.536Abstract
Pier Antonio Quarantotti Gambini, considerato il più importante scrittore istriano del Novecento, appartiene alla grande stagione letteraria triestina insieme a Svevo, Saba e Stuparich. La sua opera è profondamente legata all’Istria, terra d’origine e fonte costante di ispirazione. L’esilio seguito al passaggio dell’Istria alla Jugoslavia e l’epurazione dalla Biblioteca Civica di Trieste segnarono dolorosamente la sua vita. Questa esperienza alimentò il tema dell’esulanza nel ciclo narrativo degli Anni ciechi. Nei saggi Primavera a Trieste e Luce di Trieste lo scrittore riflette sulla memoria, sul destino giuliano e sull’identità culturale della regione. Con Sotto il cielo di Russia offre invece una testimonianza di viaggio volta a comprendere l’URSS al di là dei pregiudizi. Postumo uscì il saggio storico I nobili di Rovigno, ulteriore prova del suo amore per l’Istria. La sua produzione, tra narrativa e saggistica, esprime la coscienza tormentata del suo tempo e l’identità di uno «straniero in patria».
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