Giani Stuparich (1891-1961), uno scrittore tra passione per la scrittura e impegno politico-civile
DOI:
https://doi.org/10.19248/ammentu.535Abstract
Giani Stuparich nacque a Trieste il 4 aprile 1891 da padre istriano e madre ebrea triestina. Studiò a Praga e poi a Firenze, laureandosi in lettere nel 1915, e si avvicinò al mondo culturale della rivista «La Voce». Allo scoppio della Prima guerra mondiale si arruolò volontario con il fratello Carlo nel 1º Reggimento Granatieri di Sardegna, venne ferito, fatto prigioniero e decorato con la medaglia d’oro al valor militare. Dopo la guerra iniziò una prolifica attività di scrittore: pubblicò diari e memorie come Guerra del '15 e Colloqui con mio fratello, racconti e romanzi fra cui il suo capolavoro L’isola, e saggi e poesie negli anni a venire. Durante il fascismo rifiutò l’appartenenza al regime e, dopo l’8 settembre 1943, subì persecuzioni: nel 1944 fu arrestato con madre e moglie e internato nella Risiera di San Sabba, da cui fu rilasciato grazie all’intervento di autorità locali. Nel dopoguerra si impegnò come giornalista e difensore delle sorti della sua terra, la Venezia Giulia, fondando fra l’altro il Circolo della Cultura e delle Arti a Trieste. Morì a Roma il 7 aprile 1961, lasciando in eredità una vasta produzione letteraria che testimonia la fragilità dell’identità, la memoria e le tragedie del suo tempo.
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